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L'altare

Al centro del Presbiterio ha la sua sede il nuovo altare. In ordine di tempo, questo è il terzo altare della chiesa parrocchiale: il primo altare della chiesa, in legno, andò perduto negli anni '70; il secondo, costruito negli anni '70 dopo la riforma liturgica voluta dal Concilio, si trova ora nella chiesa grande della Cagnona.Il nuovo altare in pietra chiara di Verona; pesa 4 tonnellate circa. E' stato progettato dall'Architetto Stefano Campana, ed è stato realizzato dal Sig. Castellucci Marino.Su una solida base vi è una grande pietra, un parallelepipedo semplice e solenne, espressione di forza e sicurezza. Questa pietra centrale è circondata da una teoria di colonne, con capitelli e archi; insieme (lapietra e le colonne) sostengono la grande tavola superiore (lunga 2 metri e 80, larga 1,25).

 


 

 

La pietra centrale è il simbolo di Cristo, pietra viva, base e fondamento della vita dell'uomo e della chiesa: segno di forza e di sicurezza. Le dodici colonne sono il simbolo degli apostoli, raccolti attorno a Gesù.I capitelli delle colonne sono finemente lavorati, con l'antica tecnica della trapanatura. Ogni capitello porta l'iniziale greca del nome di un apostolo. I capitelli sono tutti diversi, non solo per i vari nomi, ma per la presenza di tanti simboli.

Il valore artistico dell'altare sta nell'equilibrio tra la struttura potente e l'agilità e la grazia delle linee che lo compongono.

 

 

La simbolica dell'altare

 

1. Simbolica generale

 

L'altare è il centro della chiesa perché raffigura Cristo che è insieme altare, offerta e sacerdote. L'altare della nostra chiesa, nella sua solidità, nella sua imponenza, esprime bene l'importanza di Cristo nella nostra vita: egli è la pietra sicura, la roccia solida a cui aggrapparsi. L'altare è la tavola per la cena; attorno ad essa tutti sono chiamati per condividere il Pane della vita, l'esperienza dell'amore e della comunione fraterna.Più in concreto, la forma del nostro altare è simbolo di Cristo che presiede la mensa, con i dodici apostoli attorno a lui: è il racconto perenne dell'ultima cena.

 

 

2. I simboli sulla pietra centrale

 

Tutte le figure rimandano al Cristo, perché questa pietra ne è l'immagine eloquente. Le figure sono tre sul davanti e tre sul retro. Sul fronte: al centro c'è il pellicano, con due piccoli. Esso rimanda ad una simile figura presente già sulla porta del tabernacolo (si crea quindi un collegamento, una continuità tra altare e tabernacolo). Nella immaginazione antica e tradizionale il pellicano si ferisce il petto per nutrire i suoi piccoli: la chiesa primitiva vi ha visto il segno di Cristo, nel dono totale della sua vita per amore degli uomini. La figura sul nostro altare è stata voluta simile a quella presente nella sala del Cenacolo, a Gerusalemme: un significativo collegamento!

Ai due lati, da sinistra a destra: le lettere greche alfa (con una piccola croce) e omega (con una piccola stella): Cristo è l'inizio e la fine, è il signore della storia, è il centro di tutto. Sul retro: al centro è raffigurato il chi-ro (le iniziali, in greco, della parola "Cristo": una forma molto tradizionale nella chiesa antica). A sinistra l'ancora: Cristo è la sicurezza, la solida garanzia contro le tempeste della vita. Sulla destra la barca con la vela spiegata (non una barca generica, è una "batana", tipica barchetta dei marinai bellariesi): in essa l'uomo trova riparo e protezione. Questi ultimi due simboli si riferiscono, con evidenza, al tema del mare e contribuiscono quindi a collegare la nostra chiesa all'ambiente di vita di questo paese.

 

 

3. I simboli sulle colonne

 

Le dodici colonne rappresentano gli Apostoli, riuniti alla mensa di Gesù. La disposizione corrisponde, verosimilmente, a quella che essi avevano a tavola, la sera del Giovedì santo. Partendo da sinistra: Giovanni (che era il più vicino a Gesù, dato che si è chinato sul suo seno), Pietro (vicino a Giovanni), Andrea, Filippo, Bartolomeo, Taddeo, Matteo, Giacomo, Tommaso, Simone, Giuda iscariota e Giuda lo zelota. Nell'abside è stato ricavato il coro, con rivestimento in legno, ai due lati del tabernacolo; esso offre molti posti per i ministranti, e per celebrazioni straordinarie. La sede per i celebranti è invece tuttora provvisoria: sarà posta al centro, dietro l'altare, e sarà realizzata in marmo.

 

 

Ogni colonna è finemente traforata, nel capitello e nel pulvino, secondo un'antica arte manuale.

Ogni capitello riporta, in greco, l'iniziale o le iniziali del nome dell'Apostolo; la lettera si trova sul fronte e, nelle colonne d'angolo, è riportata ai lati. Tutti i capitelli contengono la figura della croce, che esprime sia il collegamento con Gesù, come anche il martirio degli Apostoli. Due capitelli hanno simboli particolari: alfa e omega (Bartolomeo), i chiodi e la lancia (Taddeo).

Anche tutti i pulvini portano il simbolo della croce, sul fronte e a volte sui lati. Altri simboli, sui lati dei pulvini: la palma del martirio (Giovanni, Pietro, Andrea, Filippo, Bartolomeo, Tommaso); i pesci, a ricordo della pesca della chiesa, profetizzata da Gesù (Matteo e Simone); la lampada (Matteo); la pecora, il bastone e il pastorale: simboli della chiesa peregrinante e dell'autorità degli Apostoli sul gregge della chiesa (Pietro, Filippo, Giacomo, Tommaso, Giuda lo zelota).

Inoltre Pietro, e solo lui, porta l'iniziale del suo nome anche in basso, all'inizio della colonna: segno di una distinzione e di un compito particolare.

Infine, l'unico simbolo di Giuda l'iscariota è la croce.