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La struttura esterna

I lavori di ristrutturazione della chiesa hanno seguito un orientamento di fondo: si è cercato di conservare il più possibile la forma della chiesa precedente, anzi di recuperare il progetto originario. In effetti, i lavori hanno significato il superamento della asimmetria, dovuta ai lavori di ampliamento eseguiti nel dopo-guerra, per ripristinare all'esterno la perfetta armonia delle parti, e in particolare della facciata, secondo il disegno iniziale.

Ripresa aerea dei lavori (fine estate 1993)

I lavori hanno significato anche un certo ampliamento della chiesa (nel lato sinistro e nel presbiterio). L'altezza delle pareti è quella di prima; ma, dato che la chiesa è più larga, ne consegue che il tetto è più alto.

La volontà di conservare al massimo la forma precedente della chiesa si evidenzia in diversi aspetti, quali ad es. il mantenimento dello stile ravennate, l'innalzamento del tamburo centrale, l'orientamento della chiesa, le cappelle laterali, la forma delle finestre, il cortile di ingresso.Ma è soprattutto nel materiale che si manifesta la continuità: il mattone della chiesa precedente (che proveniva dalla Fornace Vannoni, di Bellaria) è stato recuperato, pulito e riposizionato (oltre 70.000 pezzi!). Solo la parete del lato nord è rimasta quella originale; ma i lavori sono risultati così validi da non rilevare minimamente la differenza, tra i mattoni rimasti sempre al loro posto, e quelli tolti e poi riposizionati!

La ricostruzione dei muri esterni, seguendo il modello precedente, ha messo in evidenza delle pareti, faccia a vista, con semplici giochi di lesene, di mattoni sporgenti e rientranti, che manifestano, nella armonia e nella semplicità, anche una fondamentale grandiosità. Mentre nelle pareti interne il gioco delle lesene costruisce degli spazi in basso rettangolari ed in alto circolari, sulle pareti esterne la figura è sempre rettangolare. In alto, sul frontone della chiesa, e ancora più in alto, sopra il tamburo, stanno le croci: sono le stesse della chiesa originale. La nostra chiesa ha quindi una forma esterna facilmente riconoscibile da tutti, sia perché è molto simile alla precedente, sia perchè si rifa' ad una

14 ottobre 1994: con una suggestiva liturgia, alla sera,
la comunità cristiana di Bellaria fa il suo ingresso nella chiesa ricostruita
(nella foto: la statua del S. Cuore viene incensata, nella sua nuova sede)
immagine tradizionale e immediatamente comprensibile di chiesa. Noi non abbiamo una chiesa di impostazione moderna, nè all'esterno nè all'interno. Il mattone è materiale molto tradizionale da noi, legato alla nostra storia, alla nostra cultura edilizia (ben diversamente dal marmo o dalle pietre!). Così la nostra chiesa si presenta come una grande casa, simile e insieme diversa dalle case del paese; in mezzo alle altre, ma più grande ed unica: la casa di Dio tra le case degli uomini.

E' importante anche il porticato di ingresso che ha diversi significati e valori: anzitutto assolve a una funzione pratica (quella di uno spazio intermedio che predispone e prepara al luogo sacro); contribuisce anche ad abbellire la facciata, rendendola più varia ed articolata; infine ha il significato di uno spazio delegato alla accoglienza (ad es. per i battesimi e i matrimoni) e alla preparazione spirituale.

Nel porticato di ingresso ci accolgono tre immagini: in alto il Buon Pastore, simbolo biblico dell'amore di Gesù per il suo popolo (il Sacro Cuore); si tratta di un mosaico, realizzato dalla bellariese Zavatta Rossana. A sinistra Santa Apollonia (patrona del Comune, simbolo della storia e della tradizione marinara del paese); a destra Santa Marta (segno di accoglienza e ospitalità: simbolo della vita attuale del nostro paese). Queste due opere sono state realizzate, in terracotta, dall'artista bellariese Guidi Giandomenico.