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La cappella della Madonna del mare

Le tragedie sul nostro mare sono state, purtroppo, frequenti e gravi.
Il 17 gennaio del ’29, la barca “Seconda” affondava appena al largo del porto, con il tragico bilancio di nove vittime.Venti anni dopo, poco prima di Natale, il 21 dicembre 1949, un altro grave lutto colpì la comunità bellariese: il motopeschereccio “Giovanni Clelia” urtò contro una mina di guerra e affondò. Morirono otto marinai bellariesi, tutti molto giovani, diversi di loro appena sposati, alcuni configli di pochi mesi. Fu una tragedia che colpì profondamente l’intera popolazione.

Allora fu presa la decisione di dedicare, nella chiesa parrocchiale, una cappella alla Madonna del mare. L’opera fu realizzata dal nuovo parroco don Giuseppe Canini, negli anni 1950-51. Essa è rimasta pressoché uguale, anche dopo i lavori di restauro, con modifiche di poco conto: è stato ridimensionato l’altare (meno profondo), è stato tolto il gradino e la balaustra; sono stati ritoccati i dipinti in alto.

Sopra l’altare, ben in alto, la statua della Madonna del mare è accolta in una nicchia; ai suoi lati, due quadri (di autore ignoto) ricordano le due tragedie principali: a sinistra la barca “Seconda”, a destra il “Giovanni Clelia”. In alto, una cornice di angeli porta un festone con la scritta: Ave maris stella Dei mater alma atque semper virgo felix coeli porta.

La cappella è anche detta “dei marinai”: molti si ritrovano a pregare qui di frequente, nel ricordo di tanti amici cari, e di fronte alla venerata immagine della Madonna del mare.